Corriere della Sera di venerdì 2 ottobre 2009, pagina 35
L' analisi - I suicidi di France Telecom e il nuovo disagio dell' incertezza
di Sapelli Giulio

I SUICIDI DI FRANCE TELECOM E IL NUOVO DISAGIO DELL'INCERTEZZA di GIULIO SAPELLI La catena dei suicidi a France Telecom non si è fermata. Un' altra vittima si è aggiunta alla catena del lutto. Dobbiamo essere in grado di superare sia il dolore sia l'indignazione ideologica per aprire una riflessione di fondo sul perché in una grande impresa, in un grande nazione, in una grande democrazia, possano accadere simili tragedie.

E' importante, a questo punto, porsi le domande giuste. Poi troveremo le risposte e saranno quelle dell'analisi scientifica. Infatti, come affermava il grande Emile Durkheim - fondatore della moderna sociologia che dal suo studiolo parigino illumin il sapere moderno tra otto e novecento - nel suo capolavoro dedicato al suicido, la causa di questo evento non è mai una sola. Esiste sempre una multifattorialità di cause e, sempre, le vere ragioni sono ben lontane da quelle immediatamente visibili. Per comprendere le ragioni del suicidio, occorre scavare a fondo tanto nella storia personale del soggetto e nella costruzione della sua spiritualità pi profonda, quanto nel contesto sociale, ambientale, in cui sempre il soggetto medesimo compie le esperienze fondamentali della sua vita sociale. Per questo occorrerebbe intraprendere tanto in France Telecom, quanto, a parer mio, in tutte le grandi aziende, anche quelle non colpite da questo disastro, una serie di grandi inchieste scientifiche (non consulenziali e propagandistiche come si fa oggi), sulle condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti e dei dirigenti. Infatti, in tutto il mondo, tutte le grandi imprese sono state investite in questi ultimi anni da una colossale ristrutturazione che ha trasformato integralmente la natura stessa della grande corporation. Si è trattato di una grande differenziazione sociale e professionale di tipo nuovo che ha sostituito molto del lavoro manuale di un tempo con un lavoro simbolico, attraverso le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni, diminuendo in modo drastico l'addensamento sociale delle imprese, ossia i mo menti di socializzazione e di dispersione delle tensioni costituite un tempo dall'intreccio tra generazioni ch'era possibile far vivere nel lavoro e per il lavoro, tanto negli stabilimenti quanto negli uffici. Tutto era pi informale, spontaneo, genuino: era vivente, meno proceduralizzato, meno frutto delle tecniche mercenarie dei consulenti e ben pi della sapienza pratica che le vecchie generazioni accumulavano nel lavoro e trasmettevano alle giovani generazioni sempre nel lavoro, con serenità e con autorevolezza personale. Oggi queste ultime generazioni sono intossicate da corsi e corsetti, lauree e laurette e non hanno pi l'umiltà di attendere il sedimentare del tempo sulle pratiche di lavoro e di decisione direzionale. Le generazioni intermedie sono viste e vissute come inutili. Se poi sono cacciate via dal lavoro diventano non il foco __________________ lare della vita . d'impresa come post impresa erano un tempo, «L'impresa non è ma il focolaio del ni il norto sicuro disagio mentale e morale dell'imprerispetto alle asperita sa malata. Oggi la e ai disagi della vita» maggioranza del_____________________ le imprese grandi e medie sono malate, molto malate. E spesso, sfortunatamente, a dirigerle non ci sono medici, ma portato- ridi malattie, come la grande crisi ha reso evidente dinanzi agli occhi di tutti. Ma c'è di peggio: l'impresa non è pi il porto sicuro rispetto alle asperità e ai disagi della vita. Pensate allo choc dei lavoratori nord americani ora che la grande corporation non dispensa pi loro nè la mutua, nè la pensione, nè la sicurezza del lavoro. Dilaga una tensione emotiva distruttiva quale mai abbiamo sentito vibrare prima nelle nostre società Il suicido è il sismografo di tensioni latenti che sono come delle falde che si muovono e che possono dar vita a terremoti e tsunami terribili e non previsti, non visibili. In società di massa la solitudine è un fenomeno di massa. Se si salda con l'insicurezza e la paura del futuro le conseguenze sulla coesione sociale e la salute mentale di massa possono generare rischi per tutto l'essere sociale, nel lavoro e fuori dal lavoro: rischi di massa.

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