Pechino prepara lo shopping italiano Missione di 300 aziende cinesi: ne/mirino auto, energia e ambiente. finodoprotezionisino 2005 * Stime DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI PECINO Dietro il presidente u Jintao invitato al G-8, arriva lo sbarco dei trecento : è la delegazione di imprenditori cinesi che da lunedì perlustrerà l'italia a caccia di opportunità d'investimento. A guidarla è il ministro del Commercio, Chen Deming, che ha rivelato l'ampio elenco di settori a cui guarda l'industria della Repubblica Popolare: «Il manifatturiero dall'auto al tessile; l'agroalimentare; l'energia; le tecnologie verdi per la protezione dell'ambiente». Il ministro per ora non ha fornito cifre sull'entità degli investimenti previsti. Le analoghe missioni in altri paesi europei dall'inizio dell'anno (Germania, Inghilterra, Spagna, Svizzera), hanno già realizzato 15 miliardi di dollari di acquisizioni e investimenti diretti. A differenza di quanto accadeva in passato, quando le delegazioni cinesi miravano ad accordi commer ciali, ora prevale l'attività d'investimento, mirata soprattutto all'acquisizione di nuove tecnologie e capacità produttive all'estero. E' un'evoluzione che si rispecchianel boom degli investimenti esteri diretti compiuti dalla Cina: si è passati da 2,7 miliardi di dollari nel 2003 a 52,2 miliardi l'anno scorso. La spedizione cinese dei prossimi giorni visiterà anche Svezia, Finlandia e Portogallo, ma il ministro ha detto che «in Italia ci sarà la delegazione di imprese cinesi pi numerosa». E' un progresso almeno nelle intenzioni rispetto al passato. quando il nostro paese nonfutra le mète predilette degli investitori cinesi.
Quanto la visita dei 300 imprenditori si tradurrà in affari concreti, resta da verificare. Al momento è evidente soprattutto l'intenzione di inviare un messaggio politico. «Anche se abbiamo i nostri problemi interni è il messaggio dei dirigenti di Pechino siamo disponibili a contribuire alla ripresa dell'economia europea, per contrastare il protezionismo». A lungo l'Italia fu considerata uno dei paesi pi ostili alla penetrazione cinese. Acqua passata, al ministero del Commercio di Pechino ora chiudono le polemiche con una citazione leninista:
«A volte bisogna fare un passo indietro perfarne due in avanti».
Ilmomentoin cui cade questa visita è cruciale. Potenzialmente, la Repubblica Popolare riveste i panni di un salvatore. Mentre in Europa e negli Stati Uniti imperversa la recessione, la Cina ne è rimasta indenne. Ieri il Fondo monetario internazionale ha previsto una crescita del 7,5% del PiI cinese nel 2009, destinata ad accelerare all'8,5% l'anno prossimo. Dunqueil decoupling o sganciamento c'è stato davvero: la recessione globale nonha contagiato il gigante asiatico, che si è limitato a subìre un rallentamento nella sua crescita. L'exploit cinese non è dovuto solo alla massiccia mobilitazione di spesa pubbli ca. I consumi nella Repubblica Popolare l'anno scorso sono cresciuti del 15%, con punte del 47% nel mercato dell'auto. Anche depurando il dato dall'im- patto della maxi-manovra di investimenti statali (585 miliardi di dollari), resta un aumento netto del 9% nei consumi delle famiglie. Questi dati fanno sperare che la Cina possa diventare la prossima locomotiva della ripresa globale, in una fase in cui i consumatori americani sono in ritirata. Pechino punta a capitalizzare politicamente questo nuovo ruolo, presentandosi come un partner costruttivo e benefico per l'Occidente. La promessa sarà mantenuta? Le im Fonte: lstat Linterscambio dellItalia con la Cina Dati in milioni di euro Esportazioni Importazioni Saldo * valori da gennaio a maggio Importazioni I numeri della Cina Valori in % Esportazioni 28,5 2258 2006 2007 2008 2009 27,0 2005 2006 2007 2008 2009 *** dall'impatto prese europee che operano sul mercato cinese hanno dei dubbi. L'ultima indagine compiuta dalla Camera di commercio europea in Cina fra i propri associati, esprime un verdetto critico. Solo il 22% delle aziende europee presenti a Pechino ritengono che la Cina stia mantenendo gli impegni presi con l'Organizzazione del commercio mondiale. Anche qui si avverte un ripiegamento protezionista, dall'inizio della crisi internazionale. Se il Congresso di Washington ha inserito la clausola Buy American nella sua manovra di sostegno alla crescita, Pechino istruiscetuttiirami dell'amministrazione pubblica perché favoriscano le imprese nazionali nelle gare d'appalto, e applichino la regola comprare cinese .
u Jintao al G8 non intende per lasciarsi mettere sul banco degli imputati. Applicando la massima secondo cui la miglior difesa è l'attacco, i leader cinesi arrivano al summit dell'Aquila dopo un crescendo di critiche contro il ruolo degli Stati Uniti nelk crisi. La banca centrale di Pechino ribadisce l'esigenza di ridimensionare il dominio del dollaro, e costruire una nuova valutadiriservaglobale , perarrivare a un sistema monetario internazionale pi equilibrato. Europei e americani possono controbattere che il renminbi contribuisce ai macro-squilibri mondiali: il Fondo monetario ieri ha confermato che la moneta cinese è artificialmente sottovalutata, quindioffreunvantaggio competitivo alle esportazioni made in China. Peri! ministro del Commercio la parità tra euro e renminbi deve restare fuori dall'agenda della visita in Italia:
Discuterne non rientra negli scopi della nostra missione .
Paevale VattIv*tà &inve$ nento per Facquiizio*ie dì nuove tecnologie e capacità pduttiw ***