La speculazione. Il direttore generalé Cohn:
«Torna a crescere l'appetito per il rischio» il secondo trimestre. Ricavi in forte rialzo e profitti per 3,4 miliardi di dollari La regina Goldman cerca consensi I successi dell'istituto, le riserve del mercato e le critiche dell'opinione pubblica Usa GLI AZIONISTI Nonostante i risultati record i soci del gruppo americano hanno espresso perplessità sulla politica degli stipendi e dei bonus CONFLITTO D'INTERESSI I dubbi sui rapporti tra l'attuale numero uno della banca Blankfein e l'ex segretario al Tesoro ed ex-capo di Goldman Paulson Marco Valsania a Quando il gruppo editoriale del New York Times ha deciso di mettere in vendita il Boston Globe e il Worcester Telegram & Gazett ha chiamato, per consultazioni, Goldman Sachs. Del resto Goldman sta già assistendo il Tìmes nella ricerca d'un acquirente per la quota di minoranza che detiene nella squadra di basebail dei Boston Red Sox.
Tutto come prima dunque, anzi meglio di prima, per la prestigiosa banca d'affari. Nell'investment banking come nelle contrattazioni. E nei lauti compensi. La crisi assedia ancora molte finanziarie americane soccorse dal governo. Non Goldman Sachs: restituiti gli aiuti pubblici ricevuti nel momento pi buio, ha ripreso a macinare profitti (3,4 miliardi nel secondo trimestre) e ricavi record (46 giornate tra aprile e giugno con oltre cento milioni nel trading). I suoi uomini d'oro, guidati dal enne ammi nistratore delegato Lloyd Blankfein, quest'anno dovrebbero nuovamente aggiudicarsi bonus senza pari. E regnano, semmai pi indisturbati di prima, su un settore decimato: sono sparite per sempre vecchie temibili concorrenti quali Fear Stearns e Lehman ]3rothers e una terza, la pi grande, Merrill Lynch, è stata assorbita da Bank ofAmerica.
Ma le prodezze di Goldman non convincono tutti. Sono davvero, i loro executive e i loro trader, i loro banchieri e i loro analisti, in tutto e per tutto i primi della classe? Oppure le loro performance stellari celano troppe amicizie potenti, troppe facilitazioni da parte delle autorità. E strategie troppo rischiosc mentre è ancora fresca la memoria del baratro economico scavato dall'ingordigia dell'alta finanza? Il problema d'immagine, per Goldman, traspare da un recente sondaggio commissionato dal Financial Times sui marchi statunitensi: nella finanza il pi rispettato oggi non è Goldman, bensì l'avversario sopravvissuto Morgan Stanley. Goldman soffre della sindrome di Gordon Gekko , lo spregiudicato protagonista di Wall Street, film degli anni Ottanta buono per tutte le stagioni degli eccessi.
Le polemiche si colorano di aneddoti: risuona ancora la lunga, inopportuna risata di Blankfein durante un premio alla lcttcratura economica nei giorni peggiori della bufera sui mercati. «Forse sa qualcosa che altri non sanno», scherz allora la giuria, il chie?execthe di Ibm Sam Palmisano. Oppure le telefonate disperate di Dick Fuld, capo di Lehman, che accus gli operatori di Goldman di vendere aggressivamente short il suo titolo, provocando gli iniziali crolli del valore in borsa. O ancora, agli albori della crisi, nella primavera del zoo7, di aver collocato fra il pubblico pacchetti di fragilissimi derivati legati ai mutui subprime per poi scommettere subito dopo contro di loro. Fa tutt'ora discutere l'articolo dedicato a Goldman dauna rivista insolita per le inchieste finanziarie, Rolling Stones: Matt Taibbiha descritto Goldmancome «una piovra avvinghiata al volto dell'umanita», protagonista di ogni bolla speculativa dell'ultimo secolo. Un'immagine ridicolizzata dagli alfieri della banca ma che rispecchia malumori djffusi. New York Magazine ha raccolto il dibattito:
«Malvagi o bravissimi?», ha titolato. L'ultima accusa, durissima, è del New York Times: l'ex segretario al Tesoro ed cx capo di Goldman cnry Paulson, nel periodo pi difficile per la finanza, a settembre dell'anno scorso, si è sentito al tclefino molto pi spesso con il suo cx collega e successore Blankfein che con altri banchieri, il quotidiano ha verificato tutte le telefnnate e le date delle conversazionipi serrate coincidono con l'erogazione da parte del l'esoro di decine di miliardi di dollari al gruppo assicurativo Aig sull'orlo del fallimento. Una parte dei fondi offerti a Aig, secondo alcuni calcoli 6 miliardi, servirono subito dopo per coprire al 100% i CDS (Credit Default Swaps, vere e proprie polizze d'assicurazione contro la possibilità diperdite finanziarie) che Goldman aveva sottoscritto con Aig per proteggersi da rischi di trading. Paulson ha dichiarato al Congresso di aver ottenutn un esonero dall'amministrazione davanti al pericolo di conflitti di interesse. Ma questa dispensa arriv solo alcuni giorni dopo le prime telefonate con Blankfein. E il rapporto l3lankfein-Paulson minaccia di diventare il dossier pi recente nel mirino dello staff del Parlamento.
Goldman, incalzano i critici, gode oggi d'una licenza speciale:
un'implicita protezione federale che le consente di scorrazzare nuovamente e liberamente sui mercati. Tutti, in mezzo a crack e salvataggi, l'hanno sempre considerata troppo importante per fallire. Una garanzia costata poco: per sfuggire alla crisi si è trasformata in tradizionale holding bancaria, ha rafforzato il suo capitale, ridotto la leva finanziaria e accettato, sulla carta, maggior supervisione. Ma questo non ha finora comportato rivoluzioni nella gestiohe, che resta aggressiva. Come dimostrano le misure dei rischi corsi: ilvalue at risk, la perdita potenziale in ogni giornata, nel secondo tnmestre è lievitato a 245 milioni, contro i 184 del 2008. E i derivati classificati Level 3 , quelli impossibili da valutare, sono aumentati a 1% miliardi da iz, mi- un altro celebre nartecinante al- *** miun liardi tra mirzo e giugno. Goldman, oltretutto, se ha restituito dieci miliardi di aiuti governati- vi diretti, ha emesso oltre ±5 liardi di titoli servendosi di garanzie messe a disposizione da agenzie federali.
La banca resta anche nel mirino di altre possibili inchicste I)alle autorità di vigilanza ha ricevuto richieste di informazioni sulle pratiche di compensi. Soltanto nella prima metà dell'anno ha stanziato oltre 11,3 miliardiper premi, già suffcienti a staccare a ogni dipendente in media un assegno da quasi 400.000 dollari. Pi azionisti, in lettere al board, hanno a loro volta sollevato perplessità sui compensi, passati e presenti, mostrando scarsa fiducia nelle promesse di riforma del management. E sotto osservazione sono finiti anche suoi sofisticati strumenti finanziari, quali i derivati nel credito.
Coldman, di sicuro, si è meritata la fama di banca d'eccezione, fucina per eccellenza di grandi banchieri e politici diprimo piano, in America e nel mondo. Tra i suoi cx dirigenti vanta due recenti Segretari al Tesoro americani, il democratico Rohert Rubin oltre al repubblicano Paulson. Blankfein, che vive in una penthouse su Central Park da 26 milioni di dollari, ha preso il posto di quest'ultimo nel 2006 e l'anno successivo, al suo apogeo, ha intascato quasi 70 milioni. Con altrettanta certezzaBlankfein e i suoi pi stretti collaboratori sono adesso coscienti, nonostante i nuovi successi, del clima infuocato. Uno dei partner, il zenne John Rogers con una lunga carriera fuori e dentro il governo da Ronald Reagan in poi, ha dichiarato a New York Magazine che Goldman «non pu permettersi» di ignorare l'opinione pubblica. E la banca è passata, con piccoli e grandi passi, al contrattacco:
Blankfein ha avvertito tutti i dipendenti di evitare acquisti vistosi (nel senso dello sbopping personale). Mente i suoi cxccutive hanno offerto proprio al Times uno sguardo - raro per una societaà da sempre estremamente schiva - alle loro strategie: con toni rassicuranti il 48enne direttore generale Gary Cohn ha sostenuto che, in realtà, Goldman non è mai stata «sull'orlo dell'abisso». a ammesso che nel gruppo «l'appetito per il rischio continua a crescere». Ma il direttore finanziario, il veterano di Goldman David Viniar, si è affrettato aprecisare che se alcune divisioni prendono alcuni rischi in pi , «la gran parte li ha ridotti». Negli ultimi mesi, in maggior dettaglio, gli executive di Coldman hanno scommesso correttamente su un recupero di stabilità dei mercati e su una ripresa anche dei titoli tossici, anno potuto contare sulla sottoscrizione titoli, grazie alle molte società impegnate a rafforzare il capitale. E hanno generato utili gestendo investimenti di clienti istituzionali; il trading per proprio conto è invece diminuito al 10% dal 20% dei profitti totali. Nel descrivere la Goldman post-crisi, per , Cohn ha involontariamente alimentato il dibattito sulle sue prodezze: ha detto che la banca non ha bisognu di colpi di genio. Non è tenuta, ha detto, a «battere il mercato». Le basta «fare ci che i clienti chiedono».
O RIPRODUZIONE RISERVATA Azzerate le peidite a Lloyd BLankfein (ne//o foto), il S4enne amminutratore delegato delta banca, ha portato Goldman Sachs ad azzerare praticamente le perdite in Borsa.
a Rispetto ai vaLori di un anno failtitolo dell'istituto registra un calo dell'8%, mentre l'indice del settore bancario americano fa segnare un crollo pari al36%.
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