Corriere della Sera di mercoledì 16 settembre 2009, pagina 15
Intervista a David H. Thorne - L'ambasciatore Usa a Roma "Siete troppo legati all'estero per il gas e per il petrolio" - L'ambasciatore Usa avverte l'Italia "Dipendenza energetica, un rischio"
di Caprara Maurizio

David Thorne spiega le preoccupazioni americane L'ambasciatore Usa a Roma ;1] L'intervista;0] «Siete troppo legati. all'estero per il gas e per il petrolio» «Una delle pi grandi preoccupazioni della politica americana è la dipendenza energetica deWltalia, e di tutta l'Europa». David . Thome, nuovo ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, racconta in un'intervista al Corriere che «l'intreccio di relazioni tra Usa e Italia ècosì ricco che il dialogo è continuo, fluente». Sulla Ubia «Sappiamo che le relazioni con il vostro Paese sono buone. Ma gli Stati Uniti sono contenti che Tripoli rientri nella comunità intemazionale e abbandoni la strada del terrorismo».

Sull'Afghanistan, spiega l'ambasciatore, «ci aspettiamo che 11 vostro impegno continuh>. Quanto all'Iran: «Siamo preoccupati per i loro piani nucleari e vogliamo essere certi che tuffi, Italia compresa. partecipino compatti alla gestione delle relazioni con Teheran».

A PAGINA 15 M. Caprara Il nuovo rappresentante diplomatico di Washington a Roma, David . Thorne L'ambasciatore Usa avverte l'Italia «Dipendenza energetica, un rischio» «In Afghanistan ci aspettiamo che il vostro impegno continui» ROMA Lho detto davvero?», risponde con aria scherzosa David . Thorne, il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, quando si sente domandare a quali posizioni si riferiva davanti alla Commissione Esteri del Senato americano. «Anche se Usa e Italia cooperano strettamente su numerosi temi, ci sono, comunque, alcune posizioni della politica estera italiana che continuano a preoccuparci», aveva fatto presente ai senatori li rG luglio, prima del via libera parlamentare al suo incarico, questo finanziere dai modi tutt'altro che rampanti.

Voce mai troppo alta, portamento sobrio, lampi di spirito qua e là anche in un discorso serio, Thorne ha già vissuto in Italia negli anni 50 e Go. Nel suo modo di tare si ti- conoscono i tratti di un'élite di democratici americani legati all'Europa dei quali i Kennedy erano un prototipo Adesso che a Roma monte è tornato per rappresentare rAmrninistrazione di Barack Obama, il Corriere ha cercato di capire come la pensa. A differenza di luglio, attuai- Gli Usa sono contenti che la Libia rientri Vogliamo essere certi che tuffi, Italia Io e il senatore Kerry siamo come frateffi da nella comunità internazionale e abbandoni il terrorism compresa paitecipino compatti alla gestione delle relazioni con l'Iran 45 anni, dal college:

Di sicuro mi ha aiutato, ma per me è un onore *** ticonoscono attuaiGli mente il finanziere è un diplomatico, e spesso Io è il suo linguaggio. Ma in oltre un'ora nel SUO ufficio di via Veneto, nella prima inteMta da ambasciatore in Italia, è apparso chiaro che tra i suoi obiettivi rientra quello di evitare Che il nostro Paese dipenda troppo dalla Russia per la fornitura di gas e petrolio.

A quali posizioni della politica estera itallaila si riferiva quando parlava di preoccupazioni, ambasciatore?

«Con i giornalisti, se lasci un piccolo spiraglio aperto nella porta diventa un salone... La verità è che l'intreccio di relazioni tra Usa e Italia è così ricco che il dialogo è continuo, fluente. Verranno fuori cose da discutere, ma in cordialità e con voglia di trovare soluzioni. A qualunque cosa stessi alludendo, non potevamo dire Siamo perfetti . Dai miei primi incontri con il presidente Giorgio Napolitano, Gianfranco Fini, Renato Schufani e altri noto un senso di grande cooperazione».

Tra gll appuntamènti elencati ne manca uno con 11 presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

«Lo incontrer venerdì. o già visto il sottosegretario Gianni Letta, è stato mio primo colloquio».

Non è che tra le materie che preoccupano gli Stati Uniti c'è l'interesse del governo italiano, di Berlusconi, per l'oleodotto South Stream, caro alla Russia, invece che per il Nabucco?

«Va considerato tutto in un contesto ampio. Una delle pi grandi preoccupazioni dellapolitica americana è la dipendenzg energetica dell'Europa. Che non dipenda da una sola fonte e che le diversifichi:

Nord Africa, Iran, Russia... L'italia è in procinto di riprendere il suo prograinma nucleare, ne ho parlato nei miei incontri e mi pare. ci sia un interessante impegno del governo a farlo. Al Dipartimento di Stato, nel governo americano il timore riguarda l'Europa, non solo l'Italia».

li governo italiano ha rapporti stretti con Muammar ci Gheddali...

«Frecce tricolori», interviene l'ambasciatore riferendosi alla squadriglia acrobatica a Tripoli per l'anniversario del colpo di Stato del Colonnello.

Già, anche. Che ne dicono a Washington? Rapporti troppo stretti, talvolta?

«Occorre ancora guardare a un contesto pi ampio. Gli Usa sono contenti che la Libia rientri nella comunità internazionale e abbandoni il terrorismo. Incoraggiamo i progrèssi in questo senso. Sappiamo che l'italiaha datanto strette relazioni con la Libia, dalla quale riceve energia. L'accoglienza llbica ad Al Maghrai (agente segreto condannato per la strage di Lockerbie e rilasciato dalla Gran Bretagna, ndr) non è stata u7n bello spettacolo, ha risollevato vecchi problemi».

Vi aspettate di pi dal nostro Paese per l'Afghanistan?

«I vostri carabinieri sono bravissimi, ammiriamo ci che fate. L'argomento richiede capacità di guida, leadership; avere militari lì non è necessariamente popolare, ma nei miei incontri ne ho riscontrate. In Afghanistan le cose potrebbero peggiorare, l'Italia è un forte alleato e ci aspettiamo che continui».

E sull'iran che vi aspettate?

«Siamo preoccupati che sviluppi armi nucleari e preoccupati di gestire le relazioni con l'iran.in un fronte unito. Vogliamo essere certi che tutti, Italia compresa, partecipino compatti a questa gestione».

Evitando di compiere passi da soli?

«Sì, la comunità internazionale sta agendo insieme e dobbiamo agire insieme».

Ambasciatore, che cosa ricorda di pi dell'Italia vista da ragazo?

«Sono riandato nella mia scuola, l'American Overseas sulla Cassia. Non sono tornato nella mia casa perché è divetitata l'ambasciata della Cina. Qjiando l'ambasciatore cinese mi inviterà ci andr volentieri. o bei ricordi di Porto Ercole. I moli erano diversi, non c'era ancora il porto di (Ma Galera, avevamo casa ad Ansedonia...».

Spesso si ricorda che lei è stato cognato di John Kerry, presidente della commissione Esteri del Senato, prima che lui e sua sorella divorziassero. Nessun imbarazzo, in luglio, nell'essere esaminato da una commissione che nel resto delie sedute è presieduta da un ex parente, comunque da un amico?

«No. E sono tuttora suo cognato. Kerry mi ha presentato, mi ha abbracciato e, per correttezza istituzionale, è uscito. Non ero imbarazzato perché alla seduta non c'era. Io e il senatore Kerry siamo come fratelli da 45 anni, dal collega Abbiano fat to i militari insieme in Vietnam, siamo stati fra i tori di Pamplona e...».

E?

«Non le dico altro, senn i diplomatici che stanno qui mi mettono la museruola. Di sicuro Icerry mi ha aiutato, ma per me è un onore. Sua figlia, mia nipote,. si sposerà tra due settimane e andr al matrimonio. Mi dispiace solo che mia sorella gemella non ci sia pi , e che non potrà esserci».

Maurizio Caprara O TPODUZIONE F!SEOVATA ;1] L'intreccio di relazioni tra Usa e Itali è così ricco che il dialogo è continuo Studi e carriera;0] Da agosto David Thornè, 65 anni (compiuti oggi), è l'ambasciatore americano a Roma, Sposato, ha due figli In Italia Patta l'italiano e cohosce il nostro Paese: vi si trasferi nel 1953 con il padre Landon K. Thome, incaricato dal presidente Eisenhower di gestire il Piano Marshall in Italia (secondo un'altra versione, lavor anche per la Cia). La sua casa a Roma è oggi sede dell'ambasciata cinese (fo&2Benvegn Guaitoli, Lannutti). E' stato editore del quotidiano Rame Dai(yAmeri'can della comunità Osa Negli Stati Uniti Laureato nel 66 a Yale in Storia americana, master in giornalismo alla Columbia University nel 71 In Marina dal 66 al 70. Nel 71, ta scritto con John Kerry, oggi capo delta Commissione Esteri del Senato, The New Soldiersulle marce antìVietnam (in alto, insieme a una protesta): I due sono amici del cuoreed ex cognati:

David è il gemello di Julia Thome, ex moglie di Keny, morta di cancro nel 2006. Come imprenditore a Boston, ha operato nei settori di finanza, marketing, editoria, edilizia ***