Sole 24 Ore di giovedì 4 febbraio 2010, pagina 22
Intervista a Daniel John Winteler - Winteler: all'Italia manca un progetto-turismo - Turismo. Winteler: serve una svolta per rilanciare la competitività - Al turismo maca un progetto
di Picchio Nicoletta

Wlnteler: all'Italia manca un progetto-turismo il problema del rilancio del turismo in Italia non è la mancanza di fondi, ma l'assenza di un piano strategico:

ne è convinto Daniel John Winteler, presidente di Federturismo. pagina 22 Turismo. Winte(er s rv Una svoLta *r nianciare La cohlpéPffrità Pag 22 INTEPVIST' Darie[John Wìnte[er Presden e eciertunsmo Al turismo manca un progetto «Competenze ripartite su troppi livelli, il problema non è la mancanza di fondi» IL fACCUSE «Comparto del tutto assente dalle pohtiche industriali del paese. Opere d'arte e paesaggi unici non bastano per attrarre i visitatori» Nicoletta Picchio ROMA Volendo, si potrebbe fare. Arrivare a quel raddoppio del peso del turismo sulpil italiano annunciato come obiettivo del Governo da Silvio Berluscorii, passando dal io°i di oggi al 20% in dieci anni. Ma certo, non si pu pensare di arrivarci andando avanti di questo passo: con poteri franimentati, soldi spesi in mille rivoli e soprattutto senza un piano strategico per il turismo che indichi le tappe da raggiungere da qui al 2020.

«Si parla sempre delle grandi potenzialità del settore, ma poi, quando si discute sullapolltica industriale del Paese, il turismonon c'è mai. Basta guardare il dibattito di questi giorni».

E una realta che Daniel John Winteler vive in prima persona come amministratore delegato diAlpitour. E che, nel ruolo di presidente di Federturisino (la federazione di Contindustria che riunisce le aziende del comparto) ha deciso di. affrontare, organizzando oggi un convegno, a Roma.

Una giornata intera dedicata a tre grandi argomenti:

L'immagine del turismo italiano, le bestpractice internazionali, promozione e governance ; Turismo, lavoroe formazione , Turismo, politiche industriali e finanziarie , coinvolgendo tra gli altri i ministri Brambilla, Sacconi e Scalola, (Turismo, Lavoro, Sviluppo), il viceministro all'Economia, Giuseppe Vegas, l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, il presidente di Bnl, Luigi Abete, investitori internazionali e la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che farà le conclusioni.

Ma sul tavolo non c'è solo l'obiettivo a medio termine del Governo. C'è anche un problema pi immediato che riguarda la congiuntura. Winteler lancia un allarme sull'occupazione: «Complessivamente, tra lavoratori diretti e indiretti, nel turismo lavorano 2 milioni di persone. Le previsioni congiunturali indicano una leggera ripresa nella seconda parte dell'anno, dopo una fase, nell'inverno 2009-2010, che indica un calo dell'1,4% degli arrivi stranieri e dello o,7% di quelli domestici. Ma la tenuta dell'occupazione è a rischio. Ci sono già lavoratori precari per definizione, gli stagionali. Anche se il peggio l'abbiamo alle spalle, gli effetti sul lavoro si continueranno a vedere».

Le potenzialità di cresci.ta ci sono, quindi, ma non c'è una strategia chiara da applicare?

Non c'è attenzione sufficiente da parte delle istituzioni, che non pongono il turismo al centro delle scelte politiche come unvero settore produttivo, sorretto da logiche economico-finanziarie.

Quali sono le scelte pi in- genti che andrebbero fatte?

Innanzitutto bisogna definire chi fa che cosa. Ci sono troppi centri decisionali: esiste il ministero del Turismo, ma le competenze sono regionali. E anche a livello di governo, sono divise tra Sviluppo economico e Beni culturali. Bisogna snellire: ci sono 7.500 assessorati comunali al turismo, oltre iomila enti che lo promuovono, in aggiunta ail'Enit, che ha un commissario. E non esiste un progetto complessivo, in base al quale valutare i risultati e verificare come si siano spesi i soldi.

Un problema di risorse?

No, e non ne chiediamo. I Paesi con cui ci confrontiamo piè spesso, Francia e Spagna, non hanno risorse pi consistenti delle nostre. Nè è l'unico probleina il maggior peso fiscale che dève sonnortare ll turismo Federturismo. Daniel]. Winteler *** ingenti nei confror4Cdi altri Paesi, penalizzando la competività. Bisogna definire una strategia, una politicz delle infrastrutture, di servizi integrati che possano rendere l'italia pi attraente per il turista e per gli investitori stranieri.

Non basta quindi promuovere il Bel Paese..

Certo che no! La materia prima non manca, ma tutto ci che sta tra la materia prima e la soddisfazione del cliente deve essere valorizzato. E in questa opera le imprese, le istituzioni e il sistema bancario devono lavorare in modo rapido e complementare.

Al convegno saranno presenti anche importanti banchieri: rubinetti chiusi anche per le aziende turistiche?

Le banche darebbero un enorme contributo se finanziassero piani e management credibili invece di concentrarsi su salvataggi talvolta chiaramente forzati. Le politiche occupazionalì e finanziarie dovrebbero tenere in considerazione le specificitÀ del settore.

Tstituzio:ni, banche: ma le imprese stanno facendo la propriapairte?

Anche gli imprenditori devono innovare di pi , aggregarsi, puntare alla qualità ed essere pi competitivi. Abbandonare una logica di breve periodo e investire in progetti a medio termine. C'è un'eccessiva frantumazione anche tra le imprese, che va superata.

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