SUMMER SCOOL. ELOGIO DELLA «BELLA SCONFITTA» DI STEFANO CAPPELLINI Veltroni si rifugia nella ((diversità morale» Sinalunga (Siena). La summer school del Pd è cominciata con il vicesegretario Dario Franceschini che ammoniva sulla caducità del capitalismo ed è finita con un Walter Veltroni a un passo dalla teoria della decrescita: «L'età dell'abbondanza ci sta rendendo pi poveri», ha detto il leader a Sinalunga, Siena, in uno dei passaggi pi significativi del suo discorso di chiusura della tre giorni di formazione per giovani democrat. In campagna elettorale il Pd aveva scommesso sul ritorno alla crescita, su un nuovo boom economico e sullo sfondamento al centro con una ricetta economica ditaglio montezemoliano. Dopo sei mesi, e dieci punti di distacco alle elezioni (diventati venti nei sondaggi), il minimo che si possa dire è che il partito è di nuovo in cerca di un centro di gravità permanente.
Il discorso di Veltroni, in cui l'apologia della «bella sconfitta» prevale alla lunga sulla costruzione della rivincita su Berlusconi, è tutto centrato sull'orgoglio e sui valori, sulla descrizione di uno spirito del tempo ostile e per ora imbattibile, come già era accaduto nella lettera-manifesto inviata a Repubblica in agosto che, per il suo pessimismo, aveva ingenerato sospetti su un possibile passo indietro del leader. Nella missiva era citata Isidora, utopica e letteraria terra della felicità, ieri la citazione era da Into the wild.
libro e film tratti dalla storia (vera) di un ragazzo che fugge la civiltà reimmergendosi nella natura selvaggia. Veltroni attacca l'idea dominante di un «io separato dal noi»: «Un virus che pu fare solo male a una comunità», parla di «genocidio dei valori», poi denuncia che in Italia c'è «una vera e propria perdita di senso, sotto una fitta coltre di egoismo e cinismo».
E' in questo quadro che l'ex sindaco di Roma torna a scolpire la differenza tra destra e sinistra anche come superiorità morale della seconda sulla prima («La destra è responsabile di questo clima di una società senza valori in cui tutti coltivano solo il proprio desiderio individuale», dice Veltroni che poi aggiunge: «La destra sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente l'Italia»), mentre i] crepuscolare senso di sconfitta epocale che innerva tutta la lezione veltroniana e che lo porta a parlare di «autunno della democrazia», è compensato dalla convinzione che i democratici erano e restano «dalla parte giusta», ieri con Martin Luther King come oggi con Obama (e Veltroni stesso): «meglio perdere che perdersi», sembra dire il segretario, non a caso citando uno dei motti preferiti di Arturo Parisi, il pi feroce critico di Veltroni, ieri per il primo (e a lungo l'unico) a spellarsi le mani per la lezione di Sinalunga. King è stato citato pure per invitare i giovani a diffidare sull'uso dei sondaggi (un'auto- critica per l'annunciato pareggio alle politiche?): «Non guardate i sondaggi - ha esortato il segretario del Pd - perchè se nel 1963 Martin Luther King avesse prima consultato un sondaggio se il paese fosse d'accordo sull'integrazione razziale, sarebbe stato travolto dai no».
Veltroni ha attaccato Berlusconi sulla scuola («Per il pensiero democratico la scuola è il centro di tutto, per la destra è un costo da tagliare») e sulla logica repressiva che ispira le misure del governo in materia di sicurezza. a bacchettato Alemanno e La Russa su antifascismo e memoria a detto: «L'Italia si renderà conto a breve che sette anni di governo della destra l'hanno ridotta nelle condizioni drammatiche in cui si trova oggi», mettendo evidentemente tra parentesi i quasi due anni di governo Prodi. Non sono mancati nemmeno, con la copertura del richiama alla «bella politica», riferimenti al degrado del dibattito interno al Pd «La vera politica, quella alta, ha poco o nulla a che fare con il tatticismo esasperato, con la furbizia come valore, con le manovre nascoste del correntismo, con il gioco della composizione e scomposizione delle alleanze fini a se stesse, prive di visione e di comune sensibilità sui programmi e sulle cose concrete. La politica è altro, è passione, disinteresse, amore per il proprio paese». Quindi Veltroni ha concluso dettando le parole d'ordine del futuro: «Solo noi possiamo essere l'alternativa nuova di cui il paese ha bisogno. Dobbiamo saperlo e lavorare perchè a] tramonto del berlusconismo corrisponda l'alba di una stagione di riforme, di modernizzazione e di moralizzazione della vita pubblica» Se non è eterno il capitalismo, magari neanche Berlusconi.
La morale d Wafter Cappeffinia pagina 2 *** (un'autocritica