Accordo su Costantini per la Regione. Di Matteo si nbeila: non sono un delinquente, per impedimii di conere devono cacciarmi Abruzzo, ok di Veltroni al candidato dipietrista braccio di ferro sull indagato re delle primarie GIOVANNA CASADIO ROMA Una telefonata in mattinata tra Veltro oi e Di Pietro: «Va bene il tuo candidato. Mettiamoci insieme e vinciamo l'Abruzzo». Cori il segretario del Pd badato il via libera a Carlo Costantini, deputato dipietrista, avvocato, con una lunga militanza nelle file dell'Asinello prima, quindi dellaMargheritaper approdareinfinein Italia dei valori. Sarà lui il caodidato alla presidenza della Regione Abruzzo: la trattativa non è ancora del tutto chiusa, secondo ilPd; accordo fatto al cento per cento per i dipietristi. E comunque il primo segnale che tra il leader dei Democratici el'expmvolge al bello. Dopo la grande manifestazione di sabato al Circo Massimo, alla quale Di Pietro era presente con i banchetti per raccogliere le firme contro il lodo Alfano, le opposizioni sembrano ricucire. Anche se la domanda che circolava ieri a Montecitono era: sulla presidenza della commissione di Vigilanza Rai ora cambierà qualcosa? Ma il leader di Idv ribadisce: «Non ceder su Leoluca Orlando>'. Ad annunciare che in Abruzzo il dado è tratto è lo stesso Di Pietro:
«Abbiamo trovato con il Pd un accordo per le regionali in Abruzzo». Poco dopo, la conferma arriva anche dal segretario regionale dei Democratici, Luciano D'Alfonso: «Il Pd mette a disposizione la propria forza per sostenere Costantini oon ci saranno candidature problematiche», e assicura perci che nelle liste non saranno presenti iodagati. Nella Regiooe in cui l'ex presidente Ottaviano Del Turco è stato travolto dallo scandalo delletangenti, la condizione perrisalire la china per il centrosinistra passa attraverso il rinnovamento. Perci , il consigliere regionale Donato Di Matteo, peraltro il pi votato alle primarie del Pd in Abruzzo, non dovrebbe essere della partita. Ma lui si ribella: «Se non mi volevano dovevano dirio prima, orapernonfarmicandidare il partito mi deve cacciare».
In serata tuttavia, l'assemblea locale del Pd dà il via libera all'intesa con Idv a patto di «confermare i verdetti emersi dalle primarie», cioè di non toccare la candidatura in lista di Di Matteo. Perci , Beppe Fioroni frena: «Non è ancoratutto chiuso al cento per cento in Abmzzo. Sbroglieremo la matassa. Vogliamo vincere cm queste ore lavoreremo perché l'alleanza sia conldve anche conl'Udc». Impresa iocerta, dal momeoto che i centristi di Casini sembravano pi propensi a stringere patti con il Pdl salvo poi decidere di correre da soli con un proprio candidato, Rodolfo De Laureotiis. Per aocora ci sarebbero margini per conquistarli a una coalizione di centrosinistra. Costantini che sfiderà Gianni Chiodi del Pdl aveva rivolto un appello al Pd per l'unità: «L'Abruzzo è un'occasioneperripartire, unpossibile esempio perle prossime sfide elettorali». Invito apprezzato. E anche il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero giudica positivamente la scelta di candidare Costaotini, «per è necessaria ooa chiara e netta operazione di igiene politica: no ai nomi di eventuali candidati indagati in lista>'. Della coalizione abruzzesepotrebbero farparte poi Sinistra democratica e socialisti.
L'Udc ha 11111111b1 DE LAURENTIS laociato la caodidatura di Rodolfo De Laureotis. Ma il Pd lavora SA ad coi ceotristi CIODI Giaooi Chiodi exsiodacodi Teramo, è il caodidato del Pdl alla a;'caricadi I.goveroatore dell Abruzzo t ***