Libero Quotidiano di martedì 21 luglio 2009, pagina 1
Cosa ci sarà mai da festeggiare se l'Italia è unita? - Ma che c'è da festeggiare se l'Italia è unita?
di Feltri Vittorio

L'editoriale ::: LA QUESTIONE MERIDIONALE:

L'EDITORIALE COSA CI sARk MAI DA FESTEGGIARE SE L'ITALIA È UNITÀ?

Ma che c'è da festeggiare se l'Italia è unita?

La nostra è una nazione sulla carta, ma i cinacLni non la sentono tale. E, specieal Nord, iniziano a non potenze pi di VITTORIO FELTRI L'articolo di fondo firmato Ernesto Galli della Loggia, ieri sul Corriere della Sera, riguardante il 1500 anniversario (nel 2011) dell'unità d'Italia, mi offre il destro per una riflessione diciamo così collaterale. 11 professore ha ragione da vendere. Mancano due armi alle celebrazioni ma a tutto si è pensato tranne a come celebrare.

- 11 governo Pro4i e il governo Berlusconi fin qui si sono preoccupati di avviare al- curie opere pubbliche col pretesto di ricordare l'unità, ma che con l'Unità non c'entrano niente. E Gaffi della Loggia con encomiabile precisione ne fornisce un elenco che fa sorridere per la sua eccentricità rispetto all'evento storico, e dimostra che i finanziamenti statali, come un mezzo sigaro, non si negano a nessuno purché la richiesta dei medesimi sia inoltrata da qualche politico ir]fluenW sull'apparato romano.

Lo studioso conclude con una nota amara il suo editoriale, citando Metternich: l'Italia non è altro che un'espressione geografica? il punto è proprio questo: la nostra è una nazione soltanto formalmente, e il sentimento nazionale di conseguenza è un valore retorico, cioè detto e ripetuto ma per nulla sentito dal cittadini e dai loro rappresentanti eletti per spirito dipar te pi che per amministrare il bene comurie.

pure si parla, e se per celebrano non esistono-progetti all'altezza, il motivo è tristemente semplice: la maggioranza degli italiani lii considera una iattura da non festeggiare. Tutti hanno leggiucchiato qualcosa del Risorgimento sui libri di scuola, ma pochissimi ne rammentano il significato e ne apprezzano le finalità; D'altronde 11 loro comportamento nella vita d'ogni giorno conferma quanto essi siano indifferenti a qualsiasi richiamo d'ordine patriottico. Personalmente confesso di essere imbarazzato solo a scrivere la parola Patria.

Secondo la vulgata dei meridionalisti, il prezzo dell'unità è stato pagato dal Mezzogiorno, saccheggiato dal Nord allo sco p0 di finanziare la industrializzazione; i poveri meridionali oltre a veuir depredati, sono -stati! costretti a sottostare all'obbligo della leva e ad abbandonare quindi i cernpi, loro unica fonte di vita, Tesi cui! si con:

trappone quella dei nordisti: in mohe regioni del Sud prevale una sorta di gregariato vocazionale che spinge (..j i sudditi a inchinarsi davanti al Principe (lo Stato) e a fregarlo non appena si è voltato, a sfruttare la - Grande Mammella Statale per tirare a campare; il che è un freno allo sviluppo e un incentivo all'assistenzialismo.

Ma queste sono chiacchiere udite in mille circostanze, luoghi comuni. Mentre è un dato di finto che il Pae Se dl 150° anniversario dell'unità nep *** alcurie se si riconosce soltanto nelle maglie azzurre della nazionale di calcio, e che gll elementi unitari visivi sono i jearis, la schedina del Superenalotto, i realitSr televisivi, le slot machine e i tacchi a spifio. Non ci sono altri denominatori comuni.

La Lega Nord punta al federali- sino non potendo dichiarare dì ambire alla secessione. li Mezzogiorno, terrorizzato sia dal federalismo sia dalla secessione, si organizza. sta dando corpo a una Lega Sud il cui mandato è arraffare milioni per contrastare i piani di Bossi e garantirsi contributi europei e sovvenzioai romane. - La chiesa non ha mai digerito lUnità che ha segnato l'inizio dei suo declino quale potere temporale. Ta politica si barcamena; è una spede di pendolo che oscilla tra due sigenze: dare al Sud per non perceme i voti e non togliere troppo al Nord per non accelerarne il processc centrifugo. 11 Triveneto, dove la tega bosaiana si accinge a diventa- e, se non lo è già, il primo partito, la un piede nella Mitteleuropa d erca con rabbia di metterci anche laltro con tanti saluti all'odiata Pa- da.

La Lombardia è popolata di meridionali di seconda e terza generazione affettivamente ancora vincolati alle origini, altrimenti se ne sarebbe già andata. Idem il Piemonte. E se le regioni pilota in campo economico-produttivo sono pervase e turbate da umori antinazionali, come si pu pensare abbiano voglia di dedicare tempo alla glorificazione del Risorgimento?Milano ignora le sue Cinque Giomate enfatizzate da storici un po' storditi i quali, nella foga, si sono dimenticati di dire che Radetzky, pnir accusato di una dUra repressione dei moti patriottici, trascorse la vecchiaia passeggiando in Galleria e mori nel suo letto poco distante dallaMadonnina. Sì vede che non era poi tanto detestato.

Per non tenerla troppo lunga, date le premesse è fisiologicu che gll italiani non diano peso all'Unità e non ne abbiano a cuore la celebrazione; Preferiscono seguitare a festeggiare il patrono la cui statua - pensano - se è esposta in parrocchia merita devozione almeno una volta all'arino.

Deprimente? Forse. Ma è così.

*** federalisino diventae, Pada.