Intervista Il sottosegretario allo Sviluppo: d'accordo con Thorne «L'Eni? Pu entrare nei piani nucleari» Saglia: per il governo opzione positiva 80% -- - 70%-.
- 50% 40% 30%- - 20% - 10% MILANO - Se non è un invito poco ci manca. Per il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, l'Eni dovrebbe pensare seriamente all'energia nucleare. Una svolta che «il governo non vedrebbe negativamente», dice. Tra meno di una settimana la delegazione guidata dal ministro Scajola partirà per gli Usa, dove proprio sul nucleare verrà firmato l'accordo con il segretario per l'energia, Steven Chu.
Dall'altra parte dell'Atlantico hanno a cuore la nostra politica energetica. 11 neo ambasciatore a Roma David Thorne ha detto al «Corriere» che Italia e Europa sono troppo dipendenti dal gas russo. Un'intrusione indebita?
«L'ambasciatore Thorne pone un problema vero per l'Itaha e l'Europa, è il consiglio di un buon amico ed è giusto ascoltarlo. E la strategia energetica del ministro Scajola va in questa direzione. Da un lato va perseguito l'obiettivo europeo di diminuzione della C02, e dall'altro quello della sicurezza. Che significa nel medio e pi lungo periodo il nucleare e sul pi breve le rinnovabili e la diversificazione delle fonti, come si sta facendo con i rigassificatori» Ma la recente vendita alle imprese di gas Eni a prezzi di mercato (la «gas release») non è stata un mezzo flop?
«Credo che complessivamente sia stato fatto un buon lavoro, anche se ci sono stati un paio di problemi: il primo è stato il prezzo del gas dei contratti di lungo periodo dell'Eni, che oggi è pi alto di quello di mercato. E poi il fatto che poche imprese abbiano comprato. 11 governo ha corrisposto al- le loro pressanti richieste, ci saremmo aspettati maggior preparazione».
Rimetterete sul mercato auanto non acauistato?
«Per farlo ci vorrebbe un nuovo provvedimento di legge e su questo non ci siamo ancora confrontatb>.
Nel frattempo state incassando i ricorsi delle Regioni sul nucleare. Non è un bel segnale...
«Per il governo è un dispiacere, anche perché Scajola non ha mai fatto venir meno il dialogo. Al di là di ci che dice la legge, nessuno ha mai pensato di non consultarle o fare interventi dirigistici. Cercheremo accordi con le Regioni, ma vogliamo evitare iniziative strumentali, come quele della Calabria».
Ma ci saranno ritardi o no? «11 ricorso farà il suo iter. I decreti che stiamo preparando li porteremo alla conferenza unificata Stato-Regioni e cercheremo di renderli condivisi. Le deleghe al govermo scadono a metà febbraio e sarebbe un peccato bloccare il percorso perché c'è un procsso elettorale».
Che tipo di accordo firmerete negli Usa?
«Scajola e Chu firmeranno un'intesa per la ricerca e la collaborazione industriale. Non è un accordo tra aziende, ma tra governi e l'ho spiegato sia al- l'ambasciatore francese sia al direttore generale di Areva. La cosa è trasparente: l'accordo Enel-Edf è il pi avanzato, ma l'esperienza Usa è di tutto rispetto e non chiuderemo la porta a progetti complementaSi è parlato di un intervento dell'EnL.
«La cordata Enel-Edf ha una sua fisionomia, ma è inutile negare che in caso di una seconda aggregazione i maggiori atout industriali e finanziari li avrebbe l'Etti» Ma il governo, che dell'Eni è socio al 30% che cosa dice?
«11 governo non vedrebbe negativamente un impegno dell'Eni. L'Etti è attenta su tutti i fronti dell'energia, non le sfuggirà l'occasione» Stefano Agnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA Stefano \ Saglia sottosegretario al ministero dello Sviluppo Chi usa di pi il nicleare Quota di elettricità prodotta con energia da fissione Altro - - _______ Petrolio 2,3% 5,8% Carbonem Nucleare - 40,8% r si produce 14,7% l'elettricità - nelmondo - Idroelettrico 16,4% Gas 20% - TU n0Z Ts VU O & .© . © . © . © S© S ©5 © . © © . © .© © iiSflI//1i Ì/ Fonte lea, Dese, World Nuelearssoeiation D.O.S.
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