Corriere della Sera di mercoledì 7 ottobre 2009, pagina 15
La rabbia contagia la sinistra Usa. Obama sfida i "nuovi barbari"
di Gaggi Massimo

;1] Il caso;0] Così l'America, impaurita dalla crisi, ha dimenticato il «politicamente corretto» La rabbia contagia la sinistra Usa Obama sfida i «nuovi barbari» Il linguaggio dell'invettiva dilaga al Congresso e in tv DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK Obama accusato di essere nazista, marxista, uno stregone africano, un musulmano indonesiano, perfino l'Anticristo. Gli eccessi delle manifestazioni estive della destra radicale contro la riforma sanitaria e i manifesti col presidente Usa dipinto come un nuovo itler o il feroce «Joker» della saga di Batman. E poi il deputato repubblicano che interrompe un discorso di Obama davanti al Congresso accusandolo di mentire.

Un mese fa questi episodi erano stati minimizzati da organi di destra come il Weekly Standard che li avevano presentati come fatti riprovevoli ma da non sopravvalutare. Sono, spiegavano, una reazione al conformismo flio-obanziano della campagna elettorale e dei primi mesi della nuova presidenza. Ora che il leader democratico in difficoltà, che la sua aureola di invincibiità è andata in pezzi, chi è contro di lui si sente pi libero di alzare la voce. E magari lo fa ricorrendo ad un linguaggio politico assai rude: fenomeno sconcertante ma non inedito nel Paese del free speech, dove formalismi e sottigliezze diplomatiche non hanno mai attecchito.

Ma nelle ultime settimane episodi inquietanti come il sondaggio su Facebook sull'opportunità di assassinare il presi dente e l'uso di un linguaggio politico violento anche nella discussione di misure ec nomiche al Congresso, hanno indotto molti analisti a chiedersi se nel Paese non stia accadendo qualcosa di pi grave. Se non si stia verificando un imbarbarimento generale del dibattito politico accompagnat da una crescente disaffezione dei cittadini per quella che è stata per due secoli la forza della democrazia americana: la capacità di un'opinione pubblica responsabile di analizzare oggettivamente i fatti, la passione per il confronto delle opinioni.

Non si tratta pi solo di settori della destra conservatrice che privi della bussola di una leadership repubblicana credibile e in balìa di anchormen radicali che riempiono le case americane di parole brutali inveiscono contro la riforma sanitaria perché sono stati spinti a pensare che dentro ci sia un progetto occulto di sterminio degli anziani. Ormai ci sono anche i parlamentari progressisti che definiscono le banche «organizzazio ni criminali», il deputato democratico ank Johnson che bolla il suo collega repubblicano che ha interrotto con un'invettiva il discorso congressuale di Obama come «un tipo da Ku Klux Klan» o Alan Grayson, rappresentante democratico della Florida, che accusa il partito conservatore di avere un unico programma per riformare la sanità: far morire prima possibile chi si ammala.

Cosa sta accadendo nella politica americana?

Sociologi, commentatori, analisti del linguaggio temono che i vecchi equilibri stiano saltando. Avverte Tom Friedman sul New York Times: «Quello di cui siamo convinti da sempre, che il nostro sistema politico è stato concepito da uomini geniali in modo che potesse essere governato anche da idioti, non è pi vero».

Ma sulle cause di questa degenerazione i giudizi divergono. C'è chi, come David Brooks, se la prende con un popolo che, umile, parsimonioso e riflessivo fino a mezzo secolo fa, è divenuto improvvisamente prepotente, avido, pieno di soggetti egocentrici incapaci di ascoltare le ragioni altrui. 11 giornalista-politologo E.J. Dionne replica che bisogna stare attenti a non generalizzare perché la maggioranza dei cittadini rimane su posizioni moderate. E' il sistema dei media che dà grande risalto e quindi incoraggia le manifestazioni estreme. Per Massimo Forti, direttore del centro di ricerca sulla civiltà del linguaggio della John opkins University di Baltimora, siamo davanti a un «effetto disinibitorio» indotto dalle nuove tecnologie: Internet spinge verso un linguaggio diretto, ipersemplificato, è luogo di botta e risposta pi che di ragionamento. E in rete si possono sostenere le tesi pi estreme anche inneggiare al razzismo e alla violenza senza temere conseguenze.

11 problema è Internet ma anche la televisione: l'esasperazione prodotta dai talk show dove chi pi grida ha pi audience, è ben nota anche in Italia. E i canali che trasmettono notizie 24 ore su 24 hanno bisogno del sensazionalismo politico per tenere alti gli indici d'ascolto. Lo ha notato lo stesso Obama quando ha detto che in tv «sono le voci pi alte e pi stridule quelle che catturano l'attenzione».

Davanti al coro di proteste per le sue parole sulle intenzioni «omicide» dei conservatori sulla sanità, Alan Grayson si è detto disposto a scusarsi. Per , poi, è andato davanti alle telecamere e, anziché coirepubblicani, si è scusato «con le famiglie di chi è morto perché la gente non ha votato prima (sottinteso: contro i conservatori) per far finire questo Olocausto». Una beffa e un parallelo tra la sanità Usa e l'Olocausto assurdo e oltraggio- so, che ha per catapultato Grayson negli studi della Cnn per una diretta di un' ora.

Se sono queste le scelte della pacata Cnn, non crè da meravigliarsi che una rete «militante» come la Fox di Rupert Murdoch dia voce a un intero stuolo di commentatori della destra apocalittica.

Ma il problema è solo in parte mediatico: in questa lunga stagione di avvitamento dell'economia il rischio, per gli americani, è che il loro storico ottimismo, già assai appannato, venga del tutto soppiantato dalla paura.

Intanto Glenn Beck diventa il conduttore pi popolare d'America. E un anchor del filone apocalittico capace di passare da riso al pianto in pochi attimi, in diretta tv. E lo studio televisivo dal quale va in onda è stato soprannominato dagli stessi colleghi della Fox, la «camera della paura».

Massimo Gaggi *** oltraggioso,