;1] :iì i*ìsc..naggio:;0] «Il Cavaliere? Un dono di Dio» di ALDO CAZZULLO A PAGINA 12 li fondatore del San Raffaele Don Verzé: il Cavaliere? Un dono di Dio àll'Italia « Voci enfatizzate su di lui. Époi è un uomo, non un saflto» MILANO «In questi giorni sono arràbbiato».
Per quale motivo, dn Verzé?
«La sentenza europea che vieta il crocifisso è una cosa orrenda. Uno sputo su tutto quel che di grande ha fatto l'Europa. Disconosce le nostre origini. Viola la nostra storia.'Mi pare di sentire il corpo di Giovanni Paolo 11 che si rotola nella cassa. Mi pare di vederlo, ormai consumato, che viene fuori, uno stinco su quell'altro, a impugnare un bastone...».
Che fare?
«Reagire. A Natale, anziché l'albero, erigiamo una croce. Spero lo faccia anche il Santo Padre, in piazza San Pietro. Mi offro cli portargllela io: una grande croce di 25 metri».
Nell'attesa del Papa, lei l'altra mattina ha visto Berlusconi.
«Abbiamo rievocato i nostri precedenti incontri. La primà volta ci vedemmo in ospedale, al San Pio X. Erano i primi Anni 70, lui era un giovane imprenditore. Ed era malato seriamente. Io gli parlai: Lei guarirà e farà grandi cose . Nel 94 al tempo della sua discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia».
E non ha cambiato idea?
«No. Una volta un contestatore mi si è avvicinato, puntandomi il pugno sotto il mento, e mi ha chie sto se la pensavo ancora cosi su Berlusconi. Gli ho risposto di sì. L'hanno p rtato via prima che mi colpisse».
Con Berlusconi avete parlato anche degli scandali estivi?
<Certo. Mi ha assicurato che lui non ha fatto quel che dicono. E io gli credo: non l'ha fatto. o visto tante cose nella vita, ma mai una vergogna simile. Sono state enfatizzate supposizioni, voci. E se anche se fossero.verità, dovremmo vergognarci e tenerle nel cuore. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E di peccati ne commettiamo tutti. Eppure vedo molti peccatori tirare molte, troppe pietre».
Non sono soltanto voci. Tutto ha avuto inizio con il divorzio chiesto da Veronica Berlusconi.
«Conosco bene anche lei Non voglio giudicare. Berlusconi è un uomo, non un. santo; anche se io in ogni uomo vedo la santità. Ges non ha detto: siate puri, siate giusti. a detto: amatevi l'un l'altro come io ho amato voi L'Italia è un Paese profondamente cristiano, un Paese meraviglioso, ma sta perdendo il rispetto per se stesso pur di in- vistare nella rogna, sta dissacrando e calpestando i suoi valori in un drammatico vuoto di cultura. E il peggio della nostra cultura s no alcuni magistrati».
Che c'entrano i magistrati?
«La giustizia in Italia sembra una spada di Damocle pendente sulla testa di chiunque. Purtroppo alcuni magistrati non hanno il senso della giustizia. Undubbio per loro è sufficiente per giudicaré. E giudicano».
Re', è li loro mestiere.
«Iyla, pur di giudicare, inventano. E quel che mi dice Berlusconi:. Doti Luigi, lei non ha idea di cosa sono capaci di inventarsi sul mio conto... ».
Lei ha buoni rapporti anche a sinistra. Ad esempio con li presidente della Regione Puglia Vendo- la.
- «Un uom che cerca la verità. La gente giudica dalle apparenze, dall'orecchino. Che mi importa delrorecelto! Io guardo ll meglio dell'uomo. Ne ho parlato con Berlusconi, che ha per Vendola molta simpatia e stima. Qui sta la sua superiorità: cerca le intelligenze, anche nell'opposizione».
Cacciari, sindaco di Venezia, lascia la politica.
«Meglio. Così torna a casa, al- l'università del San Raffaele. Mi ha detto: Don Luigi, non volevo ritar& il sindaco... . Invece rientra da Venezia arricchito. Cacciari è un'in-. teUigenza superiore. Gli ho detto:
Tu Massimo tocchi ll cielo con un dito, e un giorno lo bucherai ».
*** invistare Vendola.
all università Bersani?
«Non lo conosco. Conosco D'Alema,. gli ho fatto sapere chè prego per lui. Mi ha risposto che ne ha molto bisogno».
Presidente del Pd diventerà forse Rosy Bindi, di. cui lei non è grande estimatore. - «Per me la lindi è stata una, disgrazia. Si è comportata in modo cattivissimo, per impedirmi di. avere un ospedale a Roma Ma io la amo lo stesso. Se venisse qui ai San Raffaele bisognosa di cure, mi farei in quattro».
Con il cardinal Martini avete scritto un libro.
«Gli ho appena telefonato, per chiedere la sua benedizione.. Lui per me è san Carlo Borromeo vivente, a causa della sua sofferenza Uno dei grandi personaggi che hanno segnato la mia vita e quella di Milano, e andrebbero riscoert6.
Quali personaggi?
«Don Calabria, cli cui sono stato segretario. Padre Gemelli, di cui ero il pupillo. Mario Missiroli, che- nel i5 scrisse un fondo in cui antevedevail San Raffaele; e non c'era ancora neppure il terreno. Pietro Bucalossi, li mio nemico mortale. Diceva: Se don Verzé farà il suo ospedale, distruggerà tutti i nostri! ».
Gli altri personaggi da scapri re?
«Schuster. Antonio Greppi, di cui non parlate mai. Virgilio Ferrari, il padre della metropolitana milanesa Ferdinando innocenti, che assumeva e dava uno stipendio ai ragazzi cerebrolesi. Craxi. Montini:
cuore lombardo, mente vaticana, mi ha fatto soffrire, ma mi ha insegnato a essere un prete libero. Fuori da Milano: Andreotti. Ricordo quando gli dissi che volevo fare un ospedale in Sicilia ma temevo la mafia. Mi rispose: la mafia un tempo si poteva controllare, ora non pi . Infatti... E poi Fidel Castro».
Castro?
«Grand'uomo. Così prepotente, così simpatico. Mi faceva portare l'olio del mio Veneto e il Recioto. Dieci bottiglie: una la apriva in Consiglio dei ministri, le altre no- ve e fe beveva lui. Ore e ore a parlare di tutto. Un carisma che ritro vo solo in GheddaTh>.
Gheddafi?
«Ci sono andato prima di tutti, anche di Berlusconi. Serviva il permesso della Cia, e l'ho avuto. Arrivo in Libia passando dalla Tunisia. Appuntamento in un palazzo che pare quello di Serse: marmi, sete dorate; ma lui non c'è. Uomini armali mi portano su una camionetta nel deserto. Lui spunta da una carovana di cammelli. Tutto vestito di bianco, senza le bardature che mette adesso: pareva un profeta Era terrorizzato dai satelliti americani: mi raccont che sua figlia era morta sotto il bombardamento per proteggère lui. Volevo portare il San Raffaele in Libia, accett . Ma tutto siterm subito dopo, quando Gheddafi fu ferito alle gambe in un attentato, ordito da trib osti li». - Qpesta non si è mai sentita.
«Infatti non è un episodio conosciuto. Ma è vero. Per fortuna non ci siamo fermati. Oggi il San Raffaele è a Gerusalemme. In Afghani-' stan. In Iraq, a Ur, dentro la fortezza americana, dove nascerà un centro di ricerca intitolato ad Abramo. In India curiamo i tibetani del DaTai Lama a Daramsala Siamo in Nigeria e in Uganda, a Kampala, dove è sempre primavera e i malati anziché in corsia preferiscono stare sul prato; la notte piove, ma al mattino il sole è subito caldo. In Colombia abbiamo una nave-ospedale, in Brasile abbiamo appena costruit il nostro sesto centro, che sta sradicando la lebbra nella regione di Barra. E sa chi l'ha pagato? Berlusconi».
Dal San Raffaele viene anche il viceministro Fazio. Non sta facendo un po' di confusione sull'influenza?
«Fazio non è un politico. E' un grande ricercatore. Io faccio fatica quando mi occupo di politica, e Fa- zio, è come me. Ma sull'influenza ha ragione: è pi la paura del tischio. L'importante è non sovraffollare gli ospedali».
Perché ha rotto conCi?
<do non ho rotto. o distinto. So no amico di Formigoni, uomo di statura, cui ogni tanto do qualche consiglio. Sono stato grande amico di Giussani. L'ho curato per dieci anni, l'ho tenuto qui sino all'ultimo, gli portavo in camera Berluconi. Si adoravano. Berlusconi si sedeva sul suo letto, si abbracciavano, si baciavano. Giussani aveva molte idee. Ora i suoi successori sono liben di fare secondo la loro mentalità. Qui dentro per è San Raffaele; non è Cl. Facciamo come i gesuiti con i cappuccini: ognuno padrone a casa propria. Noi abbiamo una dottrina che non è quella di Cl. Facciamo scienza e cultura, grazie a un'università che è libera, non ecclesiastica. Odio che si adoperi Ges Cristo per fare soldb>.
Cosa pensa di Umberto Veronesi?
«È un grande amico mio. Io sono una persona libera. Non ho mai avuto uno stipendio. I soldi che raccolgo sono per il San Raffaele, i ricercatori, gli ammalati, l'università. ll mio socio di maggi ranza è Cristo. Ogni volta che lo chiamo, lui risponde».
C'è ancora Imperator, il suo cavallo?
«Certo. Galoppa. E vince».
Aldo Cazzullo Q RIPRODUZIONE RISERVATA ;1] 11 San Raffaele;0] L'ospedale Don Luigi Verzé è alla guida dell'ospedale San Raffaele dall 969, anno in cui a cavallo tra Segrate e Milano fond il primo nucleo ospedaliero (nella foto, con don Verzé all'inaugurazione di un nuovo reparto l'attore Renato Pozzetto, il cantante Al Sano e la showgirl Natalia Estrpda) in quarant'anni in questi 40 anni l'ospedale creato dai prete imprenditore *** chenel nove Fazio, è diventato un colosso, e dall'istituto diiicerca è generato anche un p ib. universitario, L'istituto beneticia.dell'accredito dall 999 e nel 2007, anno:
dell'ultimo.bilancio disponibile; i ricavi eran pr ssimi' ai 17 milioni di euro, con utili di circa 400 mila euro. A Rnraf, la tlnanziadachb controlla il polo ospedaliero, fann capo divese società attive, per lo pi , nel settore sanitario Le origini Luigi Maria Verzè nasco ad lilasi erona) nel 1920. Si laurea in Lettere e Filosoa a Milano nel 47 e fanno dopo viene ordinato sacerdote e fondali primo Centro di addestramento professionale per ragazzi A Milano Nel 51 fonda in via Pusiano un nuovo Centro di addestramento anche per bandicappati e nel.
58 l'Associazione centro assistenza ospedaliera 8. Romanello ora Associazione Monte . Tabor) dedicata ad anziani e. bambini Nel 89 realizza e ìiiaugura Milano l'ospedato San Raffaele. Iscritto all'Ordine .dei giomalisli, è inoltre direttore del mensile di medicina, cultura e scienze umane Kos (nella foto è cbnun bambino in Brasile alla missione del San Raffaele, nel 1999) Castro è un grand'uomo, Così prepotente, coSì simpatico. Mi faceva portare l'olio del mio Venet e il Recioto Da Gheddali andai prima di tutti. Spunt da una carovana di camfflelli, tutto vestito di bianco sembrava un profeta ***