Corriere della Sera di lunedì 14 dicembre 2009, pagina 9
Intervista a Giampaolo Pansa - Pansa: c'è un clima da anni Settanta. Si rischia un altro caso Calabresi
di Conti Paolo

L'intervista «Mi aspetto che si usino le bombe e i proiettili per togliere di mezzo i politici> Pansa: c'è un clima da anni Settanta Si rischia un altro caso Calabresi «Fermare il mostro» «L'aria intorno a Berlusconi è troppo pesante. Maggioranza e opposizione si accordino per disarmare chi vorrebbe nutrire un mostro» ROMA «Il fatto che quell'uomo abbia problemi psichiatrici non cambia niente... Mi chiedo: ma se al posto di una piccola riproduzione del Duomo di Milano avesse avuto una pistola? 11 clima in questo Paese è pessimo. Sono sicuro che il volto sanguinante di Berlusconi diventerà immediatamente un'icona mediatica internazionale. 11 simbolo di un'Italia dove ormai pu accadere di tutto». Giampaolo Pansa risponde al telefono dalla sua quieta casa a San Casciano dei Bagni, nel cuore della Toscana pi rasserenante e ordinata. Ma la sua voce è allarmata, preoccupata. Lo aveva detto ad ottobre, proprio al Corriere della Sera in un'intervista ad Aldo Cazzullo: «Sento aria da anni Settanta».

Oggi, Pansa cosa commenta?

«Facile cavarsela con un l'avevo detto . o continuato a scriverlo, se è per questo, anche nei miei commenti su Libero e Il Riforinista . La verità è che c'è nell'aria un'agitazione politica che fatalmente si trasfonna in violenza, Io sono pronto a scommettere, per esempio, che mezza Italia oggi è contenta per quel sangue sul viso del presidente del Consiglio. Magari non lo ammette a voce alta, Ma saranno in chissà quanti a dire che, vabbè, se l'è meritato, quel Berlusconi».

Antonio Di Pietro commenta: «Io sono contro ogni violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti istiga alla violenza...».

«Ecco, c'è un'aria di intolleranza così spessa che mi sorprende che sia accaduto solo questo. o polemizzato con lui stamattina su 11 Riformista . Di Pietro sostiene che se Berlusconi non fa ci che la gente dei cortei chiede, potrebbe scapparci il morto. Infatti a Milano per poco non è successo. Di Pietro pensa che, sparito Berlusconi dalla scena politica in qualche modo, o per via giudiziaria o per le dimissioni o magari per un attentato, i problemi dell'Italia siano risolti. Ma di che parliamo? Viviamo in un Paese in declino dove non funziona niente. Le nuove generazioni non sono allenate a guadagnarsi il pane.... Berlusconi non è il problema».

Lei dice di essere allarmato. Ma cosa teme veramente?

«Mi aspetto che adesso si usino le bombe, i proiettili per togliere di mezzo i politici che non ci piacciono pi . Oggi hanno aggredito Berlusconi. Domani pu accadere a Pini, Bersani, allo stesso Di Pietro. Speriamo di no, ovviamente...».

Quali sono le analogie che lei vede tra il nostro 2009 C gli Anni 70?

<do sono stato testimone di- retto, da cronista, di quegli anni. C'è, di simile, un muro di odio politico che di- vide l'Italia. Perci ripeto un concet$o che ho già espresso. E tempo di abbassare i toni. E una responsabilità che coinvolge tutti».

Tutti devono abbassare i toni, dice lei: quindi anche lo stesso Berlustoni?

«Per primi i partiti di maggioranza, che hanno responsabilità di governo. Quindi lo stesso Berluscoxi Poi tutti gli altri. Altrimenti non possiamo sapere cosa pu accadere nei sotterranei della politica estrema di sinistra che chiamerei isterica. Prodi un giorno mi spieg che in Gran Bretagna si parla di frange lunatiche . Non sappiamo cosa pu accadere. Soprattutto se si continua a individuare un unico capro espiatorio, ovvero Berlusconi».

E se ripensa agli Anni 70 cosa ancora le viene in mente?

«Un parallelo con il commissario Calabresi. Quell'uomo fu accusato di un delitto mai provato, di aver cioè prima torturato e infine lan- dato dalla finestra l'anarchico Pinelli. Poi sappiamo come purtroppo finì. Oggi tutte le colpe ricadono su Berlusconi. Leggo per lavoro tredici quotidiani al giorno. E fa ,impressione la quantità di titoli dedicati a lui. E diventato l'uomo nero, o l'uomo rosa... dipende dal punti di vista, della politica italiana. Un'ossessione».

Lei difende completamente Berlusconi? Si schiera con lui?

«No, al contrario. Non ho mai votato per lui. o sempre polemizzato col berlusconismo. Ai tempi della guerra di Segrate scrissi un libro così scomodo che non riusciva a trovare la via delle librerie. L'ho criticato anche recentemente, invitandolo ad andarsene, a dimettersi, a ritrovare anche la tranquillità personale. Ma devo dire che adesso l'aria intorno a lui è troppo, veramente troppo pesante».

Come la definirebbe, quell'aria?

«Possiamo parlare di un mostriciattolo. Bisogna impedire che diventi un mostro vero. Per questo urge un a cordo tra maggioranza e opposizione per disarmare chi vorrebbe veramente nutrire un mostro».

Paolo Conti NW'RC}fl{JLIQNh IISEFiVATA La scheda Il commissario Luigi Calabresi (nella foto) era vice-responsabile della squadra politica della Questura di Milano. Fu al centro del caso Pinelli, l'anarchico che mori cadende dal quarto piano della Questura ne 1969. viffima di una campagna mediatica, fu assassinato da due sicari nel maggio 1972 davanti alla sua casa, mentre si avviava alla sua auto.

*** diretto, divide landato