Mf di giovedì 4 febbraio 2010, pagina 1
Napolitano blocca le leggine. Resta rebus polizze dormienti - Stop del Colle alle leggine elettorali
di Sommella Roberto

Stop del Quirinale alle leggine elettorali. Gli uffici giuridici che fanno capo alla Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica hanno inviato una lettera in fonna di raccomandazione al presidente del Senato, Renato Schifani, e presto ne dovrebbe seguire una analoga a quello della Camera, Gianfranco Pini. Oggetto delle missive, ricordare a Palazzo' Madama e Montecitorio le consuete procedure parlamentari nell' approvazione dei decreti legge per evitare che vengano ingolfati di nonne che niente hanno a che vedere con la materia che trattano. Il casus belli è il decreto legge Milleproroghe (un nome, un programma) che in questi giorni al Senato sta subendo un vero assalto alla diI igenza da parte di tutte le forze politiche e che dalla forma originaria (contiene tra l'altro una serie di prolungamenti dei termini di numerose scadenze amministra tive, in primis lo scudo fiscale) è diventato un voluminoso dossier di ben 156 pagine. Sul testo sono piovuti a Palazzo Madama la bellezza di 650 emendamenti, 304 dei quali per , proprio dopo l'intervento autorevole degli uomini del Presidente della Repubblica, sono stati depennati Mi racolo dell'ultima ora? No. E compito dello staff giuridico di Giorgio Napolitano seguire sempre, passo dopo passo, il travagliato iter dei decreti. Ed è successo anche questa volta quando nel testo del Milleproroghe, ancora oggi in discussione alla commissione Affari Costituzionali del Senato, sono planati progetti del Pdl per allungare addirittura il condono edilizio del 2003 e rinforzare il piano casa. Si rischiava un serio incidente con la prima carica dello Stato che in questi casi pu intimare un brusco cambio cli rotta, compresa, nei casi pi ostici, la non apposizione della firma sulla legge di conversione. Il richiamo, secondo quanto risulta a MFMilano Finanza, è andato a buon fine, visti anche i precedenti (l'attività diplomatica e autorevole del Quirinale è stata decisiva nei mesi scorsi per sventare una sanatoria troppo larga sui reati che venivane compresi nello scudo fiscale, ndr) e alla fine al Senato sono sparite tutte le norme elettorali che vanno tanto di moda in prossimità di ogni consultazione. Addio dundue, come detto, al nuovo condono edilizio (anche se i firmatari del provvedimento, Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, Pdl, preannunciano una sua riproposizione in aula), alla restituzione dell'iva indebitamente pagata sulla tariffa di igiene ambientale (proposta dal relatore Lucio ,Malan, Pdl) e al fondo di garanzia lnps per i lavoratori di Eutelia, sponsorizzato dal Pd. A questo punto sul tavo lo delle commissioni del Senato restano ancora alcuni temi caldi, quali i contributi all'editoria, la stretta sui dirigenti della pubblica amministrazione, la riapertura fino al 15 marzo dei termini per la conversione in titoli di Stato dei vecchi bond e azioni Alitalia, la questione del finanziamento delle zone franche e il condono preventivo fino al 31 marzo dei manifesti elettorali abusivi. (riproduzione riservata) ;1] Napolitano biocca le leggine Resta rebus polizze dormienti (Mctaia e Sornrnella a pag. 2);0] LETTERA DEGLI UFFICI DEL QUIRINAI E AI. SENATO: I DECRETI NON DIVENTINO PROVVEDIMENTI OMNIBIiS Stop del Colle alle leggine elettorali Napolitano intima a Palazzo Madarna lo stop delle modifiche al Milleproroghe Restano fuori condono edilizia ed Eutelia DI ROBERTO SOMMELLA ***