L'intervista L'esponente pd: leghiamo l'intervento sui parlamentari alla legge elettorale e a una cornice di «orme costituzionali «Sì a uno scudo per gli eletti E potrà valere per il premier» Violante: bene ipaletti della Bon giorno. Un nuovo lodo? Mai ROMA «Non voteremo il Cosiddetto lodo AlThno. Se la maggioranza insiste si andrà al referendum. Bene, invece, i paletti posti dall'onorevole Giulia Bongiorno sull'immunità parlamentare che presuppone una nuova leggd elettorale e una comice di riforme costituzionali irrinuciabili, tra le qua- li la riduzione del numero dei parlamentari e il Senato federale».
Così Luciano Violante, responsabile per le riforme dello Stato del Partito democratico, apprezza i passi in avanti compiuti dal Pdl e traccia una sorta di «road map» condivisa: un «percorso che entro il mese di agosto del 2011» potrebbe portare il Paese fuori dall'impasse in cui è piombato.
Lei è convinto che questo percorso possa essere condiviso da maggioranza e opposizione?
«In questa materia bisogna avere un po' di realismo politico. Se la maggioranza riuscirà ad approvare il legittimo impedimento entro fine febbraio, i 18 mesi previsti da questa legge ponte ci porteranno al mese di agosto del aoii. Abbiamo poco tempo a disposizione, dunque: perché entro quella data dobbiamo approvare la nuova legge elettorale e le riforme costituzionali senza le quali non si pu alfrontare, eventualmente, il tema dell'immunità. La cornice è questa».
Il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno (l'di), parla proprio dl abbinamento tra Immunità e legge elettorale. È un punto dl svolta per il Pd?
«Apprezzo molto il collegamento. 11 presidente Bongiorno coglie un nesso profondo tra il diverso modo di selezione dei parlamentari e l'immunità. Non va dimenticato che, nel 1948, l'immunità introdotta in Costituzione faceva riferimento a senatori e deputati eletti davvero, micai nominati. Tuttavia, parlare oggi dii immunità è prematuro perché i partiti sono impegnati nelle elezioni regionali. E bene che non siano distratti quando si affronteranno problemi di questa portata. Ma è pur vero che abbia- mo tempi ristretti».
Quali sono le condizioni per completare questo percorso?
«Credo che si possa partire dai documenti vottati dal Senato il 3 dicembre scorsa: lì ci sono le proposte del Pd e qutelle del l'di. C'è lanecessità di una: divisione del lavoro tra Camera e Senato, partendo da un quadro crnmune: la legge ekettorale, ad esempio, è strettamente connessa al tipo dli Sè- nato che avreimo».
il governo,, per , non ha mica rinunciato al lodo Alfano costituzionale per dare via libera solo all'immunità: Il Guiardaslgllil ha detto che «l'Ipoteal è farli entrambi». «Rispetto il iministro. Ma il cosiddetto lodo è iniutile e dannoso. E se la maggioran7za forzasse la mano noi chiederemio il referendum previsto dalla Costituzione, che non ha quorum. La maggioranza deve scegliere. Nell[o schema del presidente Bongiorno sono accettabili i paletti posti intorno all'immunità:
deve valere soltanto per un mandato, non pu coprire i reati commessi prima dell'assunzione dell'incarico e pu essere concessa solo a maggioranza qualificata,, ferma la possibilità per la magistratura di ricorrere alla Consulta, come accade oggi».
Potrebbe valere anche per 1ml- nistri e li premier?
«Questa forma ridotta di immunità si potrebbe applicaie anche a loro. Bisogna tutelare i diritti delle vittime del reato».
ti processo breve è un ostacolo all'intesa?
«Abbiamo accolto favorevolmente l'orientamento del presidente della Camera che ha parlato di binario morto per il processo breve. E credo che questo debba considerarsi un successo dei partiti e dei gmppi parlamentari di opposizione».
Convincerete Di Pietro sulla necessità dl affronta- re un percorso comune con la maggioranza?
<do dico una solacosaatutteleopposizioni. La democrazia italiana ha bisogno di un Parlamento mvigorito nelle sue funzioni, capace di controllare il governo e di un governo in grado di realizzare attraverso il Parlamento il proprio programma. Oggi il Parlamento è svuotato e molte decisioni vengono prese dal governo in modo anomalo, sfuggendo al controllo parlamentare, con i poteri previsti per la protezione civile. Oggi chi non ha bisogno delle riforme è proprio il presidente del Consiglio».
Dino Marlirano Possibile un ci IIODUZIONh PSEVAIA percorso condiviso da completare entro agosto 2011 *** quali abbiamo Sènato 1mlnistri affrontare