Sole 24 Ore di giovedì 11 febbraio 2010, pagina 3
Parigi e Berlino aiutano Atene - Piano franco-tedesco per Atene
di Cerretelli Adriana

Oggi al summit l'annuncio di prestiti biLateraLi concertati a Livello Ue - Issing: ci sarà un effetto-domino Parigi e Berlino aiutano Atene Bernarike: a breve rialzo del tasso di sconto - Bene l'asta BoT Il salvataggio della Grecia sarà al centro, oggi a Bruxelles, del vertice dei 27 leader Ue: è attesa una decisione politica, per definire poi in tempi brevi le modalità tecniche di un pacchetto diaiuti. In particolare, è previsto l'annuncio di un piano da parte di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Francia e Germania detengono il 39% del debito pubblico ellenico) che potrebbe coinv lgere altri paesi con prestiti bilaterali concertati a livello europeo. L'ex capoeconomista della Bce, Otmar Issing, in un'intervista al Sole 24 Ore vede per il rischio di un effetto-contagio con il soccoiso obbligato di altri paesi dopo la Grecia. Le attese di una soluzione europea al caso greco hanno ridato fiducia ieri alle Borse Ue e anche alle aste di titoli di stato (Italia, Germania, Portogallo) sono arrivati segnali positivi dagli investitori: per i BoT annuali buona domanda e rendimenti sotto l'l%. Negli Usa il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha preannunciato un graduale drenaggio della liquidità con un rialzo del tasso di sconto.

Servizi pagine 2,3 e 10 Commento pagina 12 Piano franco-tedesco per Atene Sarkozy pronto ad annunciare insieme alla Merkel un salvataggio congiunto Tutti per uno. Il presidente di turno Zapatero Supervisore. Sarebbe Papademos, il vice assicura: l'Unione europea darà il suo sostegno in uscita della Bce, a vigilare sul risanamento GLI STRUMENTI Al[o studio prestiti bilaterali o garanzie su[Le emissioni di obbligazioni elleniche per aggirare i paLetti del Trattato di Maastricht Adriana Cerretelli BRUXELLES. Dal nostro inviato Saranno il lussemburghese Jean-Claude Juncker, in qualità di presidente dell'Eurogruppo, e Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ad aprire oggi a colazione le discussioni sul piano di salvataggio per la Grecia, spiegando ai colleghi «che cosa si pu e che cosa non si pu fare». Questo pare l'unico punto certo alla vigilia del vertice dei 27 capi di governo dell'Unione Europea e al termine di una giornata di consultazioni febbrili, prima tra i ministri finanziari dell'Eurozona e poi in seno al consiglio direttivo della Bce.

Indiscrezioni raccontano che se il principio di una forma di bail-out (proibito dal Trattato di Maastricht) è ormai acqui sito, le sue moda'ità tecniche sono ancora tutte da definire. Per questo oggi molti si attendono solo decisioni politiche, accompagnate da un messaggio forte ai mercati. Nessun pacchetto concreto, anche perché per approntarlo ci sarebbe tempo visto che la Grecia prima di marzo non dovrà battere cassa sui mercati.

C'è per chi dà per scontato almeno l'annuncio di un piano di sostegno franco-tedesco, do- polo scambio di telefonate ieri tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel dopo l'incontro del primo all'Eliseo con il premier greco George Papandreou. Tanto pi che oggi la coppia terrà una conferenza stampa congiunta a Bruxelles al termine del vertice europeo. Insieme, Francia e Germania detengono il 39% del debito pubblico ellenico: una prova di solidarietà, dunque, non sarebbe esercizio di puro altruismo. Senza contare che Berlino non solo è il socio di maggioranza dell'euro ma è l'unico a disporre di ampi margini di manovra finanziaiia per fare la sua parte. Al piano franco-tedesco potrebbero associarsi altri paesi, con una manovra per c sì dire di prestiti bilaterali concertati a livello eurozona. Anche se pochi oggi dispongono di grandi margini di manovra.

«Attueremo il piano di stabilità fin nei minimi dettagli, pronti a prendere qualsiasi misura per riportare il deficit sotto il 3%» ha ribadito ieri a Parigi Papandreou mentre ad Atene sfilavano i cortei delle proteste. E circolava con insistenza l'ipotesi che Lucas Papademos, il vicepresidente uscente della Bce, possa diventare l'inviato speciale dell'Unione con il compito di sorvegliare il processo di consolidamento fiscale e ristrutturazione del debito greco.

L'attesa di segnali chiari dal vertice di oggi ha continuato anche ieri a mantenere una certa calma sui mercati. L'Europa per ancora non ha raggiunto una posizione univoca sul da farsi. Sono tre gli schieramenti in campo: i paesi come Germania e Francia che sono oronti a ero- gare aiuti bilaterali,prestiti o garanzie sulle emissioni di bond greci che avrebbero il vantaggio di essere meno impegnative, quindi meno impopolari agli occhi dei rispettivi contribuenti. Quelli come Olanda e Belgio, che insistono invece sull'intervento dell'Fmi perché «visto che tutti i paesi dell'euro sono anche membri del Fondo e gli versano quote, non si vede perché non utilizzarne le risorse» spiegava un fautore di questa linea. Contro la quale sono schierati con forza soprattutto Juncker, Trichet e la Commissione Ue. Infine ci sono quelli che auspicano la solidarietà targata Eurozona, Bruxelles in testa. Il presidente di turno José Zapatero ha assicurato che l'Unione offrirà sostegno alla *** dopolo erogare Grecia.

Quest'anno il fabbisogno finanziario della Grecia sarà di 53 miliardi di euro. Anche se c'è chi ritiene che l'operazione di salvataggio potrebbe limitarsia coprirne dai 12 ai 24 miliardi. Come reperirli? Tenuto tonto che dopo la Grecia potrebbe venire il turno di Portogallo e Spagna, soprattutto se l'offerta di sQlidarietà ad Atene fosse troppo timida per convincere i mercati della volontà di tenuta e di coesione dell'area euro.

Aiuti bilaterali a parte, quelli europei potrebbero arrivare da un anticipo dei fondi strutturali Ue allocati fino al 2013, che per la Grecia valgono circa 20 mi-. liardi. Potrebbero prendere la forma di prestiti della Bei che per esempio l'anno scorso per ragioni simili ha erogato ai paesi dell'Est oltre ii miliardi. Gli strumenti ci sono ma saranno i modi del primo bail-out della storia della moneta unica a dire molto su dove andrà in futuro.

RIPRODUZIONE RISERVAUO Finanze a rischio Il debito pubblico in percentuale del Pii. Il costo di assicurazione contro il rischio default, in percentuale sull'ammontare di debito detenuto dall'innestitnre 240 BELGIO FRANCIA GERMANIA GRECIA IRLANDA ITALIA PORTOGALLO REGNO UNITO SPAGNA UNGERIA GIAPPONE STATI UNITI 200 160 227y Nota: il debito 2009 e 2010 è una stima Ponte: Comrnsuione ,uropea, 1ml, Oatastream ***