Il Fatto Quotidiano di mercoledì 16 giugno 2010, pagina 4
Intervista a Cesare Damiano - "Il metodo Fiat fa sempre scuola ma il diritto di sciopero non si tocca"
di Feltri Stefano

IL METODO Flili FA SEMPRE SCUOLA MA IL DIRITTO DI SCIOPERO NON SI TOCCA Parla l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano di Stefano Feltri j1 punto sensibile dellaccordo su Pomigliano è la messa in discussione del diritto di sciopero. Su quello non si transige, dice al Fatto [cx ministro del Lavoro Cesare Damiano, capogruppo del Partito democratico in Commissione lavoro alla Camera.

Onorevole Damiano, che cosa sta succedendo a Pomigliano? E una normale vertenza aziendale o uno snodo decisivo per il futuro del mercato del lavoro italiano?

Di solito quando si parla di accordi in Fiat non si discute solo di uno stabilimento. Sono scelte che fanno scuola, che tendono a modificare le relazioni sindacali e i contenuti dellazione sindacale e la modalità della contrattazione. Nel 1971 laccordo Fiat sullorganizzazione del lavoro determin le caratteristiche della prestazione del lavoro in tutte le grandi aziende ditalia: si tìssa vano carichi di lavoro, tempi, ritmi, qualità dellambiente, qualitìche, pie- mi di produzione. Regol [organizzazione di tutte le catene di montaggio. Così come nel 1988 laccordo in Fiat sul premio di risultato port successivamente allintroduzione del salario variabile che, nel protocollo del 1993. ispir lintera contrattazione di secondo livello.

Quali sono i punti che potrebbero essere imitati da altre aziende?

Quello relativo agli orari di lavoro e ai turni ricalca sostanzialmente [accordo di Melfi, siglato molti anni k. Si passa ai 18 turni settimanali, sei giorni su sette. L fruizione della mensa viene spostata a fine turno e non a metà, proprio come si fa a Meltì. Le pause di 40 minuti vengono ridotte a trenta. Ma oltre a questi aspetti laccordo in discussione per Pomigliano ha una forte deroga per quanto riguarda il contratto nazionale cii lavoro sul ricorso agli straordinari senza preventiva consultazione dei sindacati. E per ben 80 ore an nue invece delle 40 stabilite dal contratto nazionale di lavoro. Comunque, tutto questo pu essere alla base di un pattc cii scambio tra maggiore utilizzo degli impianti e miglioramento delle prestazioni cia una parte, occupazione e sicurezza che non ci samnno altre cielocalizzazioni dall altra.

Ci sono per anche i punti sullo sciopero e sull'assenteismo E vero. Si rischia di mettere in discussione il diritto di sciopero: questo è il punto pi ciclicato, che riguarda un diritto costituzionale. Sull assenteismo chi non lavora senza giustificazione fa del male ai lavoratori che si comportano correttamente e quindi è passibile di licenziamento. Non possiamo penalizzare, quindi chi è realmente malato. Si puniscano so lo gli abusi. Gli strumenti sindacali ci sono Il Pd, a differenza della Cgil, sembra preoccuparsi pi del sistema-Paese che di difendere in modo irremovibi le l'attuale situazione dei lavoratori di Pomigliano.

Noi siamo un partito, non un sindacato. Mi oppongo a una visione manichea che divide i sindacati in buoni e cattivi, cedevoli e intransigenti. Credo che ci sia della verità in tutte le posizioni. Mi permetto di dire che con lo scambio utilizzo irn pianti/garanzia occupazionale si pu procedere, mentre bisogna stare molto pi attenti alla messa in discussione del cii ritto di sciopero. Se è un equivoco non è diftìcile chiarirlo.

Ma l'operaio Fiat, in questo caso di Pomigliano, è ancora il simbolo del lavoro?

E chiaro che in una situazione cii crisi come lattuale e in un mercato del lavoro duale, che vede contrapposto chi ha maggiori protezioni e chi ne ha pochissime, si possono aprire dei contrasti. Una volta dicevamo che si trattava di contraddizioni in seno al popolo'. Oggi lo peraio non è pi di per sé un simbolo, la classe operaia andava in paradiso negli anni Settanta. Poi è successo che si è identitìcato il cambiamento che cè stato della struttura produttiva del Paese, sempre pi molecolare, con la scomparsa degli operai, che sono ancora milioni cii persone in carne e ossa nel nostro Paese. Ma non sono pi in grado di rappresentare linsieme della voro dipendente. E di fronte alla crisi economica e sociale di questi ultimi anni abbiamo scoperto che lazione politica non pu pi individuare linsieme del lavoro pi fragile nel solo lavoro dipendente. Ora, di fronte alla recessione, sono sullo stesso piano anche gli artigiani, i commercianti, e le finte partite Iva.

Secondo lei come finirà? Alla fine l'accordo di Pomigliano passerà?

Purtroppo siamo di fronte a un accordo sepanto che, franca- mente, sarebbe stato meglio evitare per poter meglio gestire una situazione produttiva estremamente complessa.

Quanto conta avere la poltrona di ministro dello Sviluppo economico ancora vacante?

Non avere uno come Claudio Scajola pu rivelarsi un vantaggio, ma non avere un ministro dello Sviluppo è uno svantaggio. Negli Stati Uniti per risolvere i problemi del settore auto è sceso in campo il pirsidente Barack Obama, qui il governo rimane alla tìnestra e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è ossessionato dalle deroghe e spinge per gli accorcii separati, con interventi sempre a gamba tesa.

Si pu chiedere prod utt ività in cambio di occupazione, ma non tutto è negoziabile *** piemi francamente,