Panorama di giovedì 23 luglio 2009, pagina 118
Intervista a Alexey Miller - Faremo il pieno nelle stazioni Gazprom?
di Utkim Evgeny

economia Faremo il pieno nelle stazioni Gazprom?

;1] INTERVI STA;0] Alexey Miller numero uno del gigante russo del gas, difende gli accordi con ( Eni. E studìa come portare il metano agli automobilisti europei.

di EVGENY UTKIN Il numero uno della Gazprom, Alexey Miller, è cordiale ma guardingo come un gatto. Parla molto piano e spiega pazientemente, come quando era professore di economia all'inizio della carriera. Da 8 anni guida il principale operarore russo del gas, facendo «il pi bel lavoro del mondo». a aumenrato la capitalizzazione della Gazprom di 20 volte e sogna di far diventare questo colosso la prima compagnia del mondo.

Sulla stampa russa è apparsa La notizia che i vostri rapporti con l'Eni si sono incrinati: è vero?

Come possono dirlo? Con l'Eni abbiamo un ottimo rapporro, un rapporto privilegiaro, rafforzato da una solida amicizia fra i vertici dei governi. Il nostro progetto comune del gasdotto Sourh Stream è srato ampliato portando da 31 a 63 miliardi di metri cubi affanno la sua capacità. Inoltre sriamo perfezionando gli accordi per dare la possibilità all'Eni di commercializzare una parte di gas trasportato.

La crisi economica non ha rallentato i vostri progetti di nuove infrastrutture?

Turta l'industria «Voglian'ìo degli idrocarburi mondiale ha ta aumentare gliaro gli i menri del 20 per ci. t'o cento nel 2009.

presenza Anche noi abbia mo cercato di ri in Europa sparmiare. Per manon sfruttiamo le occa sioni. Abbiamo a ogni abbassato l'ultima srima del costo del costo».

*** South Stream (8,6 miliardi di euro, dicono fonti Gazprom, ndr) che sarà funzionante dal 2015. Il Nord Stream (il gasdotto che porta il gas verso il Nord Europa, odr) invece dovrebbe partire oel 2011.

Un anno fa lanci l'idea di creare, insieme con i partner europei, una vasta rete di stazioni di rifornimento di metano. Come va il progetto?

Questo programma potrebbe notevolmente diminuire l'inquinamento europeo. Noi siamo sempre disponibili a portare il gas non solo per i fornelli, ma anche per le automobili. Per esempio, in Russia stiamo già creando una rete di stazioni di servizio.

Acquisizioni in Italia?

La GazpromNeft ha comprato ad aprile l'impianto per la produzione di olio a Bari. Così tra un po' avremo lubrificanti targati GazpromNeft sia in Italia sia in Russia. La strategia Gazprom prevede l'aumento della sua presenza sul mercato europeo, ma non a ogni cosro. Valutiamo attentamente ogni acquisizione anche in Italia, ma non ci sono decisioni finali.

Potrebbe ripetersi la crisi ucraina?

Pochi in Europa sanno che ancora alla fine degli anni 90 dagli sroccaggi ucraini è scomparsa una quanrità enorme di gas russo. Per questo sono nari i progerti dei gasdotti che aggirano l'Ucraina. Pensa che a noi convenga la guerra del gas? Le perdite dirette della Gazprom nella crisi di gennaio sono state superiori a 2 miliardi di dollari. Ma l'Ucraina ha sempre problemi con i pagamenti. Turri pagano regolarmente, anche paesi pi poveri come la Moldavia. L'Ucraina pu e deve pagare.

Altrimenti?

Altrimenti passiamo alla formula «pompa di benzina» prevista per contratro: prima paghi, poi prendi.

Ci sono rischi per l'Europa?

Se l'Ucraina non riesce a riempire i suoi depositi, dovremo sperare in un inverno mite. Sono molto indietro rispetro agli anni precedenti. Per questo stiamo realizzando stoccaggi in Europa per diminuire i rischi. E per questo la Russia ha chiesto all'Europa di trovare insieme una soluzione, anche finanziaria. .

Alexey Miller, amministratore delegato della Gazprom.

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